Poets 2015
La prima collezione Poets, nata dalla collaborazione tra Massimo Lunardon, artista e artigiano del vetro, in grado di soffiare e modellare  forme improbabili, lievi  e volatili, e un gruppo di designer internazionali, dotati di originali approcci creativi,  ha prodotto una  serie di opere  impalpabili, contaminate da profili colorati, da intagli acuminati, da inserti di sete preziose, da fini scanalature, che, come i versi d’una poesia, sembravano sospese a mezz’aria, 
Lo straordinario della collezione consisteva, non tanto nelle forme, quanto nei gesti, quasi dissacratori, dei designer che parevano pensati per violare la perfezione cui Massimo Lunardon è avvezzo. Dall’imperfezione (voluta) ha origine la poesia, che a differenza della prosa, vocata a scorrere fluida, rivela improvvise fratture, adatte a rendere taglienti i significati. Le studiate disarmonie, non incidenti di percorso o involontarie malefatte,  ma originali virtuosismi,  hanno inaugurato un inedito capitolo nella  produzione del vetro soffiato.
La collezione 2015, che vede all’opera i medesimi designer, Andrea Anastasio, Sam Baron, Forma Fantasma, Martino Gamper e Marti Guixe, accentua la disarmonia, introducendo elementi in grafite, un materiale metallico a bassa densità, opaco e  scaglioso, quasi volesse ancorare la leggerezza del vetro soffiato a una materia fossile che riconduce sulla terra le forme impalpabili, sporcandole con le tracce della sua polvere grigia.  Le opere della collezione 2014, contaminate con la grafite, che funge da base, struttura, sostegno, o dettaglio funzionale, mutano radicalmente la loro natura per diventare nuovi oggetti ibridi, in equilibrio tra un anelito d’immaterialità e un ormeggio materico. 
Nella collezione 2015 si aggiungono al gruppo dei creativi due designer, Alessandra Baldereschi e Elena Salmistraro,  caratterizzate da un diverso linguaggio progettuale, ma da un’ analoga dote narrativa. 
Elena ha creato una serie di personaggi araldici, vestiti con abiti decorati, che paiono in procinto di giocare la loro battaglia su una ideale scacchiera. Alessandra, invece, si è ispirata alle novelle classiche, immaginando uccellini policromi che, sorvolando un bosco stilizzato, trasportano un velo lucente per farne il fagotto del viandante.  Ambedue rivelano una inusuale capacità di utilizzare il vetro come alfabeto di un discorso poetico, completando la collezione con un fraseggio fiabesco.
Cristina Morozzi, 2015 
 
Un nuovo progetto dell’irrefrenabile Massimo Lunardon, puro energico luminoso, artigiano maestro imprenditore, che oggi, qui, chiama a raccolta cinque amici veri,
e inizia con loro un’avventura in forma di collezione di gesti d’autore. Così, una sequenza di vetri per la tavola, oggetti certo riusciti nella loro prima funzione,
eppure carichi di poesia: quella sottile, epidermica e raffinata di Andrea Anastasio, quella elegante, sorridente e razionale di Sam Baron, quella colta, ibrida e sofisticata dei Studio Formafantasma, quella libera, istintiva e misurata di Martino Gamper, quella irriverente, spiazzante e diabolica di Martí Guixé.
Beppe Finessi, 2014